Nazione:
Stati Uniti d'America
Willie Sojourner è stato celebrato in ogni maniera per cui è giusto parlare un attimo di suo fratello minore Mike, ex giocatore NBA reputato da tutti ancora più forte dello “Zio”. Infatti, quella famigerata sera della primavera del 1976 in cui telefonò negli USA, Attilio Pasquetti credeva di dover parlare proprio con Mike, mentre non conosceva assolutamente il fratello maggiore Willie. Una storia che, bene o male, conoscono tutti ma che, una volta tanto, è il caso di raccontare nei dettagli.
Come noto, negli anni ’70, esistevano negli USA due leghe professionistiche: l’NBA, fondata nel 1946 e consolidata da 30 ininterrotti anni di attività sempre in crescita, e l’ABA, nata nel 1968 con l’obiettivo di strappare a suon di dollaroni lo scettro del primato alla lega rivale, salvo poi sparire sommersa dai debiti proprio nel 1976, anno di approdo di Willie a Rieti.
Tra i tanti piccoli risvolti della propria solidità amministrativa, l’NBA stampava ogni anno un dettagliatissimo yearbook, all’epoca di oltre 500 pagine, poi quasi raddoppiate, contenente tutte le statistiche e i dati storici possibili e immaginabili sulla lega, sulle squadre, su ogni singolo giocatore o allenatore e che, al contrario, l’ABA non fu mai in grado di pubblicare. Di conseguenza in quel 1976 - e sarebbe stato ancora così agli albori del nuovo millennio, quando iniziava a diffondersi internet - qualunque scout europeo bisognoso di informazioni su un qualsiasi giocatore avrebbe consultato lo yearbook dell’NBA e, andando alla ricerca di un tale Sojourner, si sarebbe imbattuto in Mike, come capitò appunto al presidente della Sebastiani, Renato Milardi (spesso residente a Houston), e a Pasquetti (allora dipendente della Texas Intruments, tramite la quale aveva contatti oltre oceano) i quali pertanto potevano procurarsi il raro e prezioso annuario dell’NBA, dov’era citato appunto il fratellino di Willie.
Willard Leon Sojourner, invece, aveva militato dal 1971 al 1975 soltanto nell’ABA che, come già accennato, non aveva mai pubblicato uno yearbook per cui era pressoché impossibile reperire dall’Italia informazioni su quella lega o i suoi giocatori e, di conseguenza, su colui che sarebbe poi divenuto la futura star della Sebastiani, a meno che non si fosse stati dei maniacali divoratori dell’unica Bibbia della pallacanestro in Italia dell’epoca, cioè il mensile Giganti del Basket – mentre Superbasket sarebbe stato inaugurato nel 1978 – al punto di ricordarsi di un articolo pubblicato nel 1975 sul fantastico Julius Erving, nel quale veniva proprio raccontato come l’amico e compagno di squadra Willie Sojourner avesse coniato per lui lo storico soprannome Doctor J.
Dunque, non si può fare una colpa se quell’articolo sfuggì a Pasquetti che, quella sera di primavera del 1976, dopo aver spulciato lo yearbook dell’NBA, non poté evitare di esclamare al telefono “Hello Mike?”, ignorando l’esistenza di Willie, il quale invece rispose all’apparecchio. Anche se poi, nel cambio, alla Sebastiani sarebbe andata più che bene. Altroché!
Una volta chiarita l’origine dell’iniziale qui pro quo, veniamo finalmente a Mike, nato nel 1953, e reputato in patria, anche dal fratello maggiore (nato nel 1948), il più forte tra i due.
Diversi dati confermano tale teoria, a cominciare dal fatto che Willie (pivot, 2.06) fosse stato una 2^ scelta del 1971 dei Chicago Bulls (n. 20 assoluto), mentre Mike (ala forte, 2.03) fu una 1^ scelta del 1974 degli Atlanta Hawks al n. 10 assoluto: cioè 10 posizioni prima del fratello maggiore. Anche se poi soltanto il campo avrebbe stabilito realmente chi dei due sarebbe stato il migliore.
Invece, a spingere Willie a rinunciare all’NBA per i Virginia Squires dell’ABA furono i dollari in più che quest’ultima lega era solita offrire ai prospetti più forti per strapparli ai rivali, anche se poi tale scriteriata politica ne avrebbe provocato la bancarotta. Infatti gli esperti confermano che, nonostante la presenza nell’ABA di numerose individualità, anche grandissime, il livello medio del gioco e della consistenza delle squadre NBA era comunque superiore.
Le statistiche pubblicate sullo yearbook NBA del 1977/78 riportano che Mike Sojourner vi militò dal 1974 in poi confermando che, come spiegò Willie nella telefonata del 1976 a Pasquetti, il suo fratellino non sarebbe mai potuto venire in Italia perché era ancora sotto contratto con Atlanta.
A proposito di contratto: una matricola che non si dimostri altezza prima o poi viene ceduta a un’altra squadra e inizia spesso a passare da un club all’altro fino al “taglio” definitivo. Mike invece rimase sempre ad Atlanta e dalle statistiche si intuisce che a stroncarne la carriera fu un incidente a un ginocchio. Infatti, nella sua prima stagione nell’NBA (1974/75) Mike viaggiò a 11.7 punti, 8.7 rimbalzi e 1.2 assist di media, giocando 29.1 minuti a serata per 73 partite, saltandone solo 9: statistiche quasi doppie rispetto a quelle raccolte da Willie nel migliore dei suoi quattro campionati nell’ABA dal 1971 al 1975.
Nella stagione successiva le medie di Mike calarono di pochissimo, ma solo per un aggiustamento tattico di Atlanta dovuto alla grandissima crescita di John Drew e all’arrivo di Dwight Jones, che giocavano più o meno nel medesimo ruolo. In ogni caso in quel campionato Mike fu ancora una volta il sesto uomo degli Hawks, meritandosi senza esitazioni la riconferma nella stagione seguente.
Sfortunatamente il 1976/77, mentre Willie aveva appena iniziato a spadroneggiare a Rieti, fu per Mike un vero e proprio calvario, come confermano le statistiche: 31 partite saltate per infortunio e appena 4.5 punti e 2.8 rimbalzi di media, in soli 10.1 minuti di impiego a serata che costituiscono la media tra le statistiche delle partite giocate nel solito buon avvio di stagione e di quelle disputate dopo il malaugurato incidente nel vano tentativo di rientrare in forma. Purtroppo le tecniche chirurgiche dell’epoca non permisero a Mike di recuperare appieno, come gli sarebbe stato possibile soltanto una manciata di anni dopo grazie ai progressi dell’ortopedia e che gli avrebbero consentito quanto meno di proseguire a giocare in Europa.
Sfortunatamente, per le spietate leggi del professionismo la carriera NBA di Mike Sojourner terminò lì e a nulla valse l’invito di Willie, che nel 1978 lo fece venire a Rieti ad allenarsi una decina di giorni durante il precampionato dell’Arrigoni per verificare se il fratellino potesse almeno sperare in un avvenire in Italia o comunque in Europa. Purtroppo Mike, per giunta appesantito dalla lunga inattività, era ormai l’ombra dell’atleta esplosivo ammirato nei primi due campionati ad Atlanta e così il fratello più forte di Willie dovette riattraversare l’oceano iniziando a pensare a un futuro lontano dal basket.