Campionati
1944 / 1945
Del tutto casualmente, il mistero della reale data di fondazione della AMG Sebastiani è stato risolto grazie a Daniele Scopigno, Direttore della Sala di Studio dell’Archivio di Stato di Rieti, e Alfredo Pasquetti, Direttore dell’Archivio di Stato di Rieti, i quali, novelli archeologi, durante una ricerca relativa al Terminillo – poi spiegheremo il nesso – hanno ritrovato nei documenti del fondo dell’Ufficio di Gabinetto della Prefettura di Rieti la lettera inviata all’ora prefetto, Michele Calatà, in cui, allegando lo statuto fondativo, si annunciava la nascita della Polisportiva AMG Sebastiani, da cui risulta che il sodalizio in memoria dei fratelli Angelo, Mario e Gino Sebastiani - trucidati tra l’8 e il 9 giugno 1944 da una rappresaglia di truppe naziste in fuga dopo la liberazione di Roma avvenuta il 4 giugno e, purtroppo, prima della liberazione di Rieti, avvenuta soltanto il 16 - fu fondata appena 4 mesi dopo, il 30 ottobre, per ricordare i tre atleti reatini che eccellevano in varie discipline, inclusa la pallacanestro.
Come già accennato la AMG Sebastiani – il cui simbolo era un Ercole che sconfigge l’idra raffigurato sopra il motto “Hercules sabinus pater” - era all’origine una polisportiva in cui si praticavano calcio, pallacanestro, ciclismo, pugilato, scherma e sci, usufruendo delle strutture del Terminillo, tra cui un trampolino per il salto e la capanna Trebbiani, nota come “rifugio Sebastiani”. Primo requisito per essere socio, come recita l’art. 4 di uno statuto sbiadito dai decenni era “non avere partecipato a corporazioni attive e fattive alla politica nazi-fascista”, mentre lo scopo della società veniva indicato nella lettera inviata al prefetto il 5 novembre: “dare ai giovani una sana educazione fisica e morale e riportare lo sport cittadino alle sue antiche e gloriose tradizioni”.
Fondatori della AMG Sebastiani erano numerose figure di spicco della Rieti dell’epoca, molti dei quali con trascorsi sportivi, dal presidente Vincenzo Ceci, ex schermidore, al più importante di tutti: il campione di ciclismo Adolfo Leoni, vincitore tra l’altro della Milano-Sanremo del 1942. E ancora l’ex attaccante del Rieti calcio Vinicio De Santis, proprietario dell’autolinea “Sabino”, antesignana del Cotral; il dr. Mario Ciancarelli, futuro presidente dell’Aci; il costruttore Ferré Baistrocchi, fondatore del circolo tennis Piaggio. Non poteva mancare il fratello sopravvissuto Alfredo Sebastiani, futuro presidente della Provincia negli anni ‘60/‘70 e ancora: presidente del comitato promotore era Franco Colarieti e con lui il fratello avvocato Enzo, padre dell’avv. Luigi Colarieti, che fu anche arbitro, affiancati da altri professionisti tra cui il futuro presidente della AMG, Luigi Padronetti, patron di Adolfo Leoni, o Fulvio Iacoboni fondatore del “Country Club”.
Col passare dei lustri, a inizio anni ‘60 rimaneva in vita solo la “Sezione Basket” che proseguiva la tradizione locale della pallacanestro, praticata a Rieti già da metà anni ‘30 nel campo al Molino della Salce, situato vicino a quello della monta taurina. Dopo la guerra si passò in viale Fassini, davanti all’ex stadio di calcio, la cui star fu il leggendario Mario Esposti, detto “Creccré”, sorta di Jesse Owens reatino che si divideva tra atletica, calcio e basket, dotato di grande elevazione e di un colpo di reni simile alla moderna “hesitation”. Quindi negli anni ‘60 fu la volta del campo all’aperto di via San Liberatore e poi, inaugurato nel 1970 l’attuale “PalaLeoni”, iniziò “l’era Milardi” - che nel 1974 costruì l’attuale “PalaSojourner” - dei grandi successi nazionali e internazionali della AMG Sebastiani. Infine, partito Milardi nel 1982, iniziò la lenta decadenza fino alla scomparsa, il 30 giugno 1997, dopo la mancata iscrizione al campionato di serie B. In questo secolo, prima la Nuova Sebastiani di Gaetano Papalia e oggi la Real Sebastiani di Roberto Pietropaoli si sono assunte l’onere di rinnovare il blasone della AMG Sebastiani.